Un paio d'ali possono bastare…
Pensieri
Io non sono complice
9 giu
Non ce la faccio più. Avevo eliminato i miei pensieri dal blog. La pubblicazione di “Nel vento” e “La mia sola storia” sono state per me una porta di ingresso in un mondo nuovo, quello della musica. Stanno infatti seguendo altre collaborazioni work-in-progress, e proprio per questo avevo deciso di tapparmi la bocca come mi hanno consigliato.
Ma non ce la faccio più. Sono libero. Me lo sono tatuato sul braccio. Non ce la faccio a far finta di niente. Non riesco a prostituire la mia mente per terzi fini, magari lavorativi. Potrei arrivare a prostituire il mio corpo, ma la mente mai.
Quando sento che Berlusconi vuole modificare l’articolo 41 della Costituzione, la quale viene definita vecchia e inutile, e boiate del genere, provo paura e l’incazzo prende il sopravvento.
Penso non servano altre parole se non riportare l’articolo 41 della costituzione:
“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”
Cos’ha che non va?
Io non sono nessuno ma in mezzo a questo vuoto non ho intenzione di chinare la schiena. Se solo i grandi artisti parlassero! Potrebbero aiutare migliaia, forse milioni, di persone a svegliarsi da un torpore mentale senza precedenti.
Non è più possibile giustificare tutto ciò. Bisogna fare delle scelte. O si è complici, oppure no. Chi in questo momento storico non prende una posizione è complice di tutta la corruzione che già esiste e di quella che verrà. Ma soprattutto sarà complice dello smantellamento della democrazia, della costituzione e di tutto ciò che ne consegue: l’annullamento della cultura, la disgregazione sociale, la forbice economica che si sta allargando sempre più. In poche parole sarà complice di uno stato – questo si – totalitario e autoritario.
Io non voglio essere tra questi. Io non sono complice e non lo sarò mai. Fare musica vuole anche dire esprimere una posizione, fare finta di nulla è da complici. Il silenzio è assenso: la corruzione e tutte le mafie si basano sull’indifferenza delle persone.
Bisogna sbattere a casa per sempre Berlusconi e chiunque abbia a che fare con lui. Per sempre. E’ ora di dire basta. Di scendere in piazza, di urlarlo ai quattro venti. Berlusconi non è un politico, è l’incarnazione di tutti i vizi che una società può possedere. Berlusconi è un concetto, non una persona. Berlusconi è prevaricazione e menzogna, che da 30 anni attraverso tv, stampa, giornali, politica, economia ci lava il cervello e filtra ogni tipo di attività libera in questo paese. Qualsiasi cosa passa da lui: la politica, la finanza, l’economia, lo sport, la tv, e anche la musica!
Oggi per fare musica devi passare da Amici o da X-Factor, cioè dai suoi dipendenti o dai suoi portavoce politici. Quando qualcuno alza la voce viene sbattuto a casa o messo nelle condizioni di non lavorare.
Questo è il vero stato totalitario, non certo quello previsto da nostra-madre-costituzione!!!
Io mi ribello e questo post è una goccia che non riusciva più a stare dentro al suo vaso.
Mi sento lost
3 giu
Ok lo ammetto: scrivere sul blog è sempre più difficile. Quando attraversi un periodo di transizione (o di gestazione!) così lungo ti mancano le parole. Perchè ti fanno paura le parole, le stesse che potrebbero in qualche modo avvicinarti o allontanarti. E allora ti rifugi nel silenzio come ho fatto in questi mesi.
In realtà sono stati giorni intensi, in cui ho partorito cose nuove. Si, è vero, non posso poi tanto pubblicare le mie cose nuove con leggerezza, come fino a poco tempo fa. Tant’è che mi chiedo quel “music” dopo “alessio” che cosa significhi ora.
alessio-work-in-progress sarebbe più onesto!
Ad ogni modo non sono scomparso, tutt’altro. Sto passando da una fase all’altra della mia vita. Sono in attesa di chiudere il capitolo università che, credetemi, è davvero asfissiante. Qui non se ne può più. L’altro giorno sono andato in facoltà dopo mesi e mi sono sentito un pesce fuor d’acqua. Sono studente, ma non mi riconosco più come tale. Ergo: time out, il tempo sta per scadere, Ale muoviti!
Mi manca un solo esame e poi è finita. Finisce un capitolo, anzi una serie. Come Lost, che l’altro giorno ha visto il suo tramonto dopo anni e anni.
Ecco, “Lost” è un termine alquanto vicino a ciò che provo. Mi sento “lost”. Ma non “lost” del tutto, in parte “lost”, in parte carico e consapevole di ciò che voglio e ho l’opportunità di provare a volere. O a volare?
Zecchino
10 nov
In questi giorni sono usciti sui giornali vari articoli sul periodo difficile che sta attraversando lo Zecchino D’oro e l’Antoniano. Un bel pezzo di storia e cultura del nostro paese e non solo rischia grosso.
Rischi a parte, la prima cosa che mi viene da pensare è che l’Antoniano è lo specchio di quello che sta accadendo in questo paese. Si sta demolendo la cultura e ogni istituzione che si avvicini anche solo lontanamente ad essa.
Io credo che un programma educato, civile, serio, realizzato per ragazzi, mamme, bambini, famiglie dia in realtà fastidio, benchè il mondo politico si riempia la bocca di “famiglia, famiglia, famiglia” oltre il ridicolo.
La verità è che non gliene frega niente a nessuno, nè della tua educazione, nè della tua famiglia. La classe dirigente attuale, di cui noi cittadini siamo i primi responsabili, è composta da oligarchi il cui potere si basa sulla disinformazione, l’assenza di cultura, la violenza verbale, la menzogna, l’assenza di etica.
La tv di oggi è specchio di questo paese e non sorprende che lo Zecchino rischi di chiudere, anche se non succederà. Avete mai visto una rissa in trasmissione? O qualcuno che urla? Che offende? Che si sveste o fa vedere il sedere? Ecco: la classe politica vuole questo. Perchè nel caos totale, nel chiacchericcio da bar, nella violenza verbale a cui assistiamo tutti i giorni da parte di chi ci dovrebbe rappresentare, vi è una sola ed unica certezza ferrea: mentre noi ci distraiamo e cerchiamo di raccapezzarci in questa giungla dove si parla di nulla, loro rimangono lì a fare i loro affari. Panem et circenses.
Ma si!
17 ago
Mesi fa avevo scritto qui sul blog che erano quasi pronte delle canzoni nuove. Poi per vari motivi sono subentrati progetti più importanti e ho dovuto cogliere la palla al balzo. E il progetto “Tutti nudi” di cui vi avevo parlato è rimasto a metà. Mi sono quindi ritrovato con alcuni brani pronti, altri mezzi pronti, alcuni quasi finiti, altri ancora da fare e così via. Molte cose non posso pubblicarle per vari motivi che non sto a spiegare, ma alcune si.
In questi giorni di caldo atroce tra le varie cose ho dovuto elaborare un piccolo e veloce arrangiamento di una canzone appartenente al passato, a cui sono molto legato poichè una delle prime, anzi la prima in assoluto, cioè “Mondo Parallelo” ed ho così pensato che mi farebbe davvero piacere se potessi condividerla col blog, in questa nuova veste, un pò più matura. Già che c’ero ho anche rielaborato “Donna bambina” perchè la prima versione è un pastone pesante, così l’ho alleggerita un attimo! Ma allora perchè non pubblicare insieme a queste anche due o tre di quelle canzoni di cui ho parlato poco fa che se no fanno la muffa?
Dopo averci pensato un pò, le mie insicurezze sono tante e le cose a metà non mi piacciono… ma si, ma no, ma su, ma dai… Ma si!
Estate 2009
2 ago
Caro blog, quest’anno l’estate non inizia mai! Sento ancora di essere all’inizio ma guardando il calendario siamo già ad agosto! Forse è per questo che il mio cellulare l’altro giorno ha vaneggiato e si è dimenticato di aggiornare la data, voleva regalarmi almeno un giorno in più, ed io che l’ho sgridato e ho sistemato subito la data nelle impostazioni!
Lunedì andrò qualche giorno al mare qui in riviera, per la prima volta dopo tanti anni non metterò piede sulla mia seconda terra, la Sardegna. Mi sembra così strano! L’aria e l’acqua della Sardegna rigenerano, ma quest’anno devo farne a meno e devo trovare modi nuovi per “ricostiparmi” (come direbbe la Daina!).
L’altro giorno ho dato un esame, sperando sia andato bene, sono a -2. Sento l’università come una spada di damocle, puntata dritta sul coppino: non se ne può più. Ma non mi lamento, ho fatto precise scelte, e questo è il prezzo da pagare. Mi conforto pensando che se avessi avuto solo lo studio come obiettivo a breve termine, avrei vissuto meglio questi anni, con maggiore costanza e di sicuro sarei già laureato. Ma la vita è fatta di scelte, e ognuno fa le sue e risponde delle proprie, senza rimorsi. Come va, va e credo che il nostro futuro sia meno legato al nostro passato rispetto a come vogliono farci credere. Perlomeno le esperienze altrui e la quasi totalità delle mie mi insegnano che le cose non vanno mai come le hai organizzate, pensate, immaginate. I colpi di scena sono all’ordine del giorno e spesso manco ce ne accorgiamo. Bisogna imparare a cogliere.
Probabilmente occorre vivere, studiare e lavorare non per raggiungere ostinatamente una meta, ma per farsi trovare pronti a raccogliere ciò che la vita ci pone davanti. Per non farsi trovare impreparati, o almeno non del tutto. Chi mi conosce sa quanto sono determinato e testone, anche se negli ultimi anni mi sono smussato ma devo ancora capire se è un bene o un male. In generale la paura del fallimento ha sempre vissuto dentro di me insieme alla paura di non raggiungere i miei obiettivi.
In realtà la paura che provo non è proprio questa, perchè come ho detto l’ostinazione esagerata verso una meta non mi convince nel senso classico del termine, poichè ci fa perdere il senso della realtà, il senso delle cose, della vita, delle persone, del perchè vogliamo raggiungere quella meta. Ci estranea dal mondo e questo ci allontana in realtà da noi e dal nostro obiettivo, anche se ci siamo arrivati.
Bisognerebbe vivere non per raggiungere una meta, ma per acquisire gli strumenti necessari per quando la vita ti porta Lei verso la meta. Tutti passano anche lontanamente dai propri obiettivi ma c’è chi poi si ferma e resta, perchè si è fatto trovare preparato, e chi passa, perchè mentre pensava a raggiungere quella meta, si è dimenticato del resto. Ecco, non so dire se ho coltivato e raccolto abbastanza per potermi fermare, ma so che qualcosa ho coltivato.
Lo so, per mettere in pratica questo punto di vista occorre molta fiducia nella vita e il dilemma è enorme. Ma sono convinto che se riuscissimo a ragionare in quest’ottica saremmo una razza meno aliena di quanto siamo ora sulla nostra stessa Terra.
Buona estate!
Emmegei
1 lug
Oggi sento un vuoto dentro. Il primo cd che comprai era di emmegei: 65mila lire per un doppio cd da urlo. Mia mamma me lo comprò mentre ero a “Estate Ragazzi”, a urlare “Parsifal” e “Nel mulino del mistero”. Sapeva che lo bramavo con tutto me stesso. Conoscevo a memoria “Bad” e “Dangerous”, un pò meno “Thriller” ma avrei recuperato successivamente. In realtà non possedevo ancora un lettore cd, per giorni e giorni mi passavo tra le mani “History” immaginando la melodia delle canzoni che conteneva. I patti erano chiari: il lettore cd era il regalo per la promozione della quinta elementare. Fino a che non sarebbero usciti i voti, non saremmo andati a comprarlo. Ma, per pietà, mia mamma non era riuscita ad evitare di regalarmi il suo nuovo album, che rimase silenzioso in attesa della promozione! Che regalo. Che gioia.
“Stranger in Moscow” fu la prima canzone che mi colpì. Poi “Scream“, “Childood”, “Earth Song” ed infine “You are not alone” con cui ho fatto recentemente pace. Si, perchè quando cambiai voce, da bianca ad adulta, non riuscivo più ad intonare le altissime note di emmegei. E ci ho litigato, versando lacrime e incazzandomi con lui e con me stesso. Mi promisi di non ascoltare più emmegei. Non per odio, ma per amore. Amore per lui e per me stesso. Era troppo. Era troppo più grande di me, semplice ragazzino con la passione per il canto, e di tutti i cantanti, quelli veri. E così fu, per qualche anno.
Ma lui non se ne andava. Il suo fantasma rimaneva ancorato dentro di me. Le sue armonie, la sua voce, i suoi falsetti erano la musica che ricercavo negli altri e in me stesso. Così decisi di riprendere in mano l’ultimo disco di emmegei… ma l’avevo perso! Non lo trovavo più. Pensai che era destino.
Passarono altri anni, e a Bologna aprì inaspettatamente il “Sony Center”. Ci feci un salto e per caso ritrovai esposto in vetrina proprio quel doppio cd che ora è storia! Non esitai a comprarlo spendendo tutti i soldi che avevo nel portafoglio: era introvabile, non facevano più ristampe perchè emmegei era in causa con la sua casa discografica, la Sony.
Averlo di nuovo tra le mani fu come riappropriarmi di una parte di me. Feci di nuovo pace con quel genio di emmegei. E non solo con lui ma anche con me stesso, imparando ad apprezzarmi per quello che ero (e che sono) e a non piangere per quello che avrei voluto essere. Era solo temo sprecato.
Il mondo, lo specchio, il bisogno di cambiamento sono termini, concetti e metafore con cui sono cresciuto, ricorrenti nei miei pensieri, nella mia adolescenza e ora nelle mie canzoni.
Solo ieri notte, riascoltando i suoi brani prima di dormire, sdraiato sul letto, immerso nel silenzio della notte e nel rumore dell’anima, ho capito: world, mirror, change.
Emmegei è vivo, e ha sempre vissuto dentro di me, ieri, oggi e per sempre.
Ciao Michael.
Puro spirito cristiano
30 giu

Cappella San Pio, in “onore” di Padre Pio. Al posto di mattoni e calcestruzzo, oro massiccio.
Libertà, vera
12 giu
“La libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso stato democratico. Questo, in essenza, è fascismo.”
Franklin D. Roosevelt
discorso al Congresso degli Stati Uniti, 29 aprile 1938.
Ripeto: 1938.
Non nominare il suo nome invano
19 apr
Sono allibito. Come abbiamo fatto a ridurci così?
“Lorena Bianchetti… Lorena Bianchetti…” Prendete nota, bisogna cominciare a segnarsi il nome dei servi del potere. Un giorno, quando qualcuno dovrà pagare per lo scempio che arriverà e che sta arrivando, dovremo sapere il nome e il cognome di chi lo ha permesso.
Un paese al contrario
17 feb
David Mills è stato condannato per corruzione. Il corruttore è il presidente del consiglio italiano che non può essere processato perchè si è fatto una leggina incostituzionale detta “Lodo Alfano”.
Subito dopo, Walter Veltroni, leader dell’opposizione, si dimette.
Boh.