Archivio di luglio 2008

Vacanza!

E anche l’orale di Java è andato e sono rimasto molto soddisfatto della prestazione! Di voto ancora non se ne parla, a Scienze di Internet anche i voti li danno una volta all’anno a momenti, ma so di essere andato bene quindi…. Sono ufficialmente in vacanza per qualche giorno! :D

Vino Italiano

Circa un mese fa ho partecipato ad una pubblicità per il ministero delle politiche agricole che mirava a sponsorizzare il vino italiano nel mondo! Per ovvi motivi non posso pubblicare il video ma qualche screenshot… perchè no?! :)

Ormai le ho fatte tutte, il vino mi mancava: proprio io che bevo un goccio di spumante a capodanno e sono praticamente astemio! Ahahahahh! Ma mi sono divertito e ho passato una piacevole giornata. Ora divertitevi voi a vedermi nei panni di un viticoltore di fine ottocento! Non sto poi così male, eh? :D

Vinicoltore di fine ottocento

Viticoltore di fine ottocento

Viticoltore di fine ottocento

Viticoltore di fine ottocento

American Dream

I’d like to express my extreme point of view
I’m not Christian and I’m not a Jew
I’m just living out the American dream
And I just realised that nothing
Is what it seems

Madonna, American Life

E’ fatta

Ore 12:13. Abbiamo consegnato il progetto di Java. Il nostro gruppo si chiama “Ambrella”. Non chiedetemi perchè, è stato un delirio istantaneo di Luca. Ma è un nome simpatico, qundi lo teniamo. Mi sento più leggero ora. Week end di relax, poi la prossima settimana si inizia di nuovo con un altro progetto. E altrettante notti in bianco!

:D

Qualcosa non va?!

Da quasi due mesi vivo in laboratorio. Se ci fosse un servizio notturno a mo’ di campeggio mi sarei risparmiato quelle eterne camminate sotto il sole tra via Indipendenza e via Zamboni!

Oggi mi sono reso conto che forse e’ troppo che sono all’universita’ ma soprattutto che e’ troppo il tempo che passo in facolta’!

Tutto e’ nato da oggi pomeriggio. Mentre attraverso Piazza Verdi incontro due amiche di vecchia data: una nemmeno la saluto perche’ non la reggo, l’altra non ho fatto in tempo a fermarla. Amen, alla prossima.

Subito dopo entro al Bar, prendo un caffe’: non lo ordino nemmeno. Il barista mi saluta e mi mette sul bancone il mio solito caffe’-macchiato-caldo. Che servizio!

Mentre bevo entra un professore, giovane e bravo: mi saluta, ormai siamo di famiglia. Pensate che ha anche un profilo su Myspace e l’ho aggiunto tra gli amici, che cartola!

Uscendo dal Bar passo di fronte alla pizzeria d’asporto di Porta Zamboni. Il pizzaiolo da dentro mi fa un cenno col braccio e mi saluta allegramente. Ricambio. E’ simpatico e fa delle buone pizze al prezzo giusto.

Finalmente arrivo in laboratorio. Tra tutti gli studenti l’addetto all’entrata mi riconosce e non devo chiedere nulla per entrare. All’uscita mi consegna il mio bedge senza nemmeno che io gli dica il mio nome! Sa il mio nome e cognome a memoria.

Bene, e’ in momenti come questi che ti fermi a pensare: quanto tempo sto passando qui? Quanti soldi ci ho speso e continuo a spenderci?

Aiuto. Quando il barista ti saluta, il professore ti saluta, il pizzaiolo ti saluta, l’addetto al laboratorio ti saluta. Quando trovi da parlare con tutti, stampanti e monitor di pc compresi, e tutti sanno chi sei. Quando aggiorni il blog dal laboratorio…qualcosa non va! E ti chiedi: sto mica diventando un topo da laboratorio?

Eh no, questo e’ troppo.

:D

Dedicato

Immagine 3

Mi capita spesso di rileggere il Vangelo. Quando mi sento perso, quando sento il Papa o qualche vescovo fare certe affermazioni, quando sono confuso e non capisco se quello che penso mi stia allontanando dalla verità o meno.

Fatto sta che tutte le volte che leggo il Vangelo la forza dei miei pensieri si rinvigorisce: no, non credo di essere io quello fatto male. Non ho la superbia di dire che “ho ragione“, ma credo che se voglio posso arrivarci da solo alla verità. Gesù si rivolgeva agli uomini in modo diretto, senza filtri, e ha parlato per mezzo di parabole per farci ragionare ognuno con la propria testa, altrimenti ci avrebbe elencato quattro regoline da imprare a memoria, chiare e concise.

Ha detto ai suoi apostoli di trasmettere il Vangelo, non di trasmettere la loro interpretazione del vangelo. La Chiesa dovrebbe servire a distribuire il Vangelo e a metterlo in atto, in silenzio, senza proclami. Le parole non servono, sono un surplus inutile che sviano l’uomo da ciò che conta: dietro ad ogni parola c’è un uomo, dietro al vangelo c’è Gesù.

Quindi forse un pò di presunzione ce l’ho: voglio capire si, ma da solo. Magari sbagliando. Ma da solo. Solo così mi sento libero. Ascoltare il Papa che mi dice la sua… non mi aiuta, non mi interessa. E’ un uomo che parla, niente di più. Anzi, un uomo privilegiato, che parla con la pancia piena e si rivolge a milioni di uomini nello stesso tempo senza la possibilità di uno scambio, di una contestazione, di una richiesta di chiarimento.

Perchè non c’è dialogo. Il dialogo ce l’hai con una persona che hai davanti, non con una tv. O con un comunicato dell’ufficio stampa del Vaticano. E nemmeno con i commenti scritti in Times New Roman 7 (che ti ci vuole la lente d’ingrandimento per leggerli!) in fondo alle pagine della Bibbia.

Gesù ripete sempre: “Chi vuole capire, capisca“. Ecco, credo voglia dire che siamo in grado di capire il vangelo da soli. Senza l’aiuto di nessun mediatore. Occorre volerlo. E per capire meglio quello che si pensa occorre usare lo strumento che Gesù stesso ha usato: il dialogo. Il confronto è attraverso il dialogo che hai prima con te stesso e poi con gli uomini che ti stanno vicino. Con cui parli, con cui vivi, con cui condividi emozioni, sentimenti, momenti, idee.

Per me Dio è questo: condivisione. E per poter condividere occorre avere qualcosa da condividere che sia nostro, unico, originale, dentro di noi, dentro la nostra mente. Noi siamo le nostre interpretazioni.
Noi siamo quello che pensiamo di aver capito di quel “Chi vuole capire, capisca“, senza pretese ma con umiltà. In libertà.