Ok lo ammetto: scrivere sul blog è sempre più difficile. Quando attraversi un periodo di transizione (o di gestazione!) così lungo ti mancano le parole. Perchè ti fanno paura le parole, le stesse che potrebbero in qualche modo avvicinarti o allontanarti. E allora ti rifugi nel silenzio come ho fatto in questi mesi.

In realtà sono stati giorni intensi, in cui ho partorito cose nuove. Si, è vero, non posso poi tanto pubblicare le mie cose nuove con leggerezza, come fino a poco tempo fa. Tant’è che mi chiedo quel “music” dopo “alessio” che cosa significhi ora.

alessio-work-in-progress sarebbe più onesto!

Ad ogni modo non sono scomparso, tutt’altro. Sto passando da una fase all’altra della mia vita. Sono in attesa di chiudere il capitolo università che, credetemi, è davvero asfissiante. Qui non se ne può più. L’altro giorno sono andato in facoltà dopo mesi e mi sono sentito un pesce fuor d’acqua. Sono studente, ma non mi riconosco più come tale. Ergo: time out, il tempo sta per scadere, Ale muoviti!

Mi manca un solo esame e poi è finita. Finisce un capitolo, anzi una serie. Come Lost, che l’altro giorno ha visto il suo tramonto dopo anni e anni.

Ecco, “Lost” è un termine alquanto vicino a ciò che provo. Mi sento “lost”. Ma non “lost” del tutto, in parte “lost”, in parte carico e consapevole di ciò che voglio e ho l’opportunità di provare a volere. O a volare?