Gay Pride 2008

Quest’anno il Gay Pride nazionale è stato a Bologna, la mia città. Non avevo mai partecipato ad un Pride e finalmente posso testimoniare anch’io la mia esperienza! Innanzitutto ho confermato le mie aspettative: un normalissimo corteo di rivendicazione di diritti. Nessuna pagliacciata, solo carri, festa, musica, allegria.

I media stravolgono la verità. Invece di parlare dei modi con cui si può discriminare un essere umano in forme più o meno velate ma con i medesimi effetti, si soffermano su qualche fantasioso personaggio mascherato che, tuttavia, non offende nessuno e sfila in pace e in allegria. Al contrario dei soldati italiani in medioriente, che sfilano con le armi addosso, nel tentativo di avere il controllo delle zone più ricche di petrolio del pianeta, quando l’Italia sarebbe il medioriente delle energie rinnovabili.

Oltre ai diritti per i gay hanno sfilato: femministe, agedo (Associazione Genitor Di Omosessuali), disabili, precari, famiglie arcobaleno, buddisti e altri. Mancavano le associazioni degli immigrati, mi auguro partecipino nei prossimi anni, visto il pessimo andazzo.

Il Pride è prima di tutto una manifestazione contro i modelli sociali, creati per controllarci meglio. Contro la paura del diverso e per una cultura della conoscenza: solo conoscendo si può vivere in un mondo di pace e libero dai pregiudizi e dalle forme di prevaricazione. La religione cattolica in questo senso dice bene ma razzola male. Insegna  che siamo “Tutti uguali, tutti diversi” ma poi non fa nulla per farci conoscere il mondo oltre l’occidente come le culture orientali, induiste, musulmane, buddiste, cinesi. Ci sono culture e popoli millenari dietro e di fianco a noi, aspetti della vita e delle società da conoscere e da comprendere.

Chi conosce o chi ha sete di conoscenza, chi non pensa di essere perfetto, chi guarda il mondo nella sua vastità ed eterogeneità è libero da ogni pregiudizio e da ogni uomo. E’ libero da ogni Papa, da ogni religione, da ogni preconcetto, da ogni forma di violenza che tutti rinnegano, ma che eccezionalmente tutti praticano. Ecco perchè ancora oggi una manifestazione come il Gay Pride è osteggiata dai più.

Il pride vuole essere uno schiaffo a chi nel tempo ci ha impedito di conoscere e conoscerci creando divisioni, falsi schemi, falsi concetti. Solo conoscendo non si ha più paura e si è liberi. Ognuno di noi è diverso dall’altro. Noi siamo l’altro. Gay, donna, maschio, femmina, rom non cambia. Tutti siamo l’altro. E tutti abbiamo il diritto di esistere e di essre tutelati nella pace, nella giustizia e nell’amore.

Nè schiavi nè padroni, ogni vita merita le ali
Senza Ali, Un posto migliore, Giorgia

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